La tutela dei diritti dei minori in Internet. Nell’attuale contesto multimediale creatosi con la digitalizzazione dei contenuti diffusi in Rete occorrono normative specifiche per la tutela dei minori, che tengano il passo alle nuove tecnologie, sempre in evoluzione. 

Nell’attuale contesto digitale la possibilità di arricchimento conoscitivo per tutti, in termini di migliore accesso alle informazioni, ha come contropartita l’aggravamento del rischio, per i soggetti minori, di venire in contatto con contenuti illegali o inappropriati.

I casi più gravi sono le fattispecie di reato che si possono realizzare tramite Internet, come la child pornography, il cyber-bulling, oltre alle varie forme di compromissione della privatezza sfruttando l’ingenuità del minore. Così, il Consiglio d’Europa, già nel 2001, tenendo anche conto della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo del 1989, ha adottato una Convenzione sul cyber crime in cui si affronta l’argomento in questione, alla quale ha fatto seguito, nel 2007, la Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali.

Nel nostro Paese, una normativa di base, anche per i futuri interventi normativi nel contesto multimediale,  in materia di tutela penale dei minori, è la legge 3 agosto 1998 n. 269 “Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù.”

Con riferimento allo sviluppo del fenomeno Internet si è poi avuta, nel 2006, un’apposita legge, intitolata “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet”, la quale ha introdotto nel codice penale il nuovo reato della “Pornografia virtuale” (art. 600-quater 1) ed ha istituito il Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia presso il Servizio di polizia postale e delle telecomunicazioni.

Tuttavia il pregiudizio al minore può anche derivare non solo da un illecito penale, ma anche da illeciti civili come, ad esempio, una comunicazione commerciale scorretta la quale esorti, sfruttando l’inesperienza e la credulità infantile, ad acquistare un prodotto o un servizio, anche attraverso l’incentivo a persuadere i genitori ad agire in tale senso.

A livello comunitario abbiamo il Libro Verde sulla tutela dei minori e della dignità umana nei servizi audiovisivi e di informazione, dove viene considerato anche Internet  con riferimento alla questione dell’educazione attraverso i media. E la successiva Carta di Nizza sui diritti fondamentali nell’Unione Europea prevede, all’art. 24 “Diritti del bambino”, l’interesse superiore del minore.

Anche il Consiglio e il Parlamento europei hanno adottato importanti Raccomandazioni in materia di tutela dei minori e della dignità umana. 

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La tutela dei diritti dei minori in Internet:
articolo di Giovanni Bonomo

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